Differenza topi, cavie, ratti

Topi e cavie: differenze tra tipologia (cita anche i ratti da condominio – o di fogna- per i quali va fatta derattizzazione)

I roditori sono i mammiferi con il maggior numero di specie ascritte ed i più comuni sono le cavie i ratti ed i topi. Della presenza di questi roditori ci sono tracce già dai tempi più antichi, in molte culture essi vengono addirittura considerati animali sacri, mentre alcuni di loro, come i topi, se addomesticati risultano essere ottimi animali da compagnia e sono anche ampiamente utilizzati nei laboratori come cavie. Nella cultura più moderna molti roditori vengono associati principalmente ad animali poco igienici e pericolosi nonché veicolo di numerose malattie dannose per l’uomo. E’ però necessario fare un po’ di chiarezza, perché la famiglia dei roditori è molto vasta e non per tutti è necessario fare la derattizzazione.

Differenze tra le tipologie

La Cavia domestica è un mammifero che appartiene all’ordine dei roditori alla famiglia dei Cavidi. Comunemente conosciuta con il nome di porcellino d’India, poiché originaria delle Indie (America Centrale e Sud America), nel corso dei secoli ne sono derivati innumerevoli incroci, ma le razze principali in base a cui classificarle sono essenzialmente tre, distinte per la lunghezza e le caratteristiche del pelo:

cavia comune o a pelo raso (detta anche Inglese, o Americana) presenta un mantello uniforme corto e morbido, ha un corpo massiccio che la rende molto simile ad un grosso topo ed è quella più vicina alla specie originaria;

cavia abissina o a pelo ruvido presenta un mantello di media lunghezza ed il pelo caratterizzato dalla presenza di rosette o “remolini” su tutto il corpo, caratteristica che rappresenta un tratto distintivo della razza, tanto che sono considerati più belli i soggetti che presentano rosette regolari e simmetriche;

cavia peruviana o a pelo lungo è detta anche cavia d’Angora. Questa razza è il frutto di selezioni molto complesse ed è caratterizzata da pelo lunghissimo, simile a lunghi capelli.

Ratti e Topi

La differenza fra i topi e i ratti consiste nella maggiore dimensione di quest’ultimi oltre che ai comportamenti differenti e peculiarità che ne permettono la facile identificazione.

Le specie più comuni e che vivono prevalentemente a contatto con l’uomo sono tre:

rattus norvegicus o ratto marrone/ grigio (ratto di fogna) può misurare fino a 40 cm (inclusa la coda) e può saltare in alto fino a 70 cm, in lungo supera il metro;

rattus rattus o ratto nero (ratto di condominio) a differenza di quello grigio, ha una corporatura più snella ed è un buon arrampicatore e generalmente è poco più piccolo. E’ prettamente erbivoro e, tra le varie specie, è quella più pericolosa e prolifica; fonte: WIKIPEDIA http://it.wikipedia.org/wiki/Rattus

Il Mus musculus (topo comune o topo domestico), può misurare fino a 20 cm e può saltarne 35. Anch’esso buon arrampicatore e può infilarsi in buchi anche piccolissimi.

Vivono tutti prevalentemente in contesti urbani come case, soffitte, magazzini, intercapedini, scantinati, o suburbani come fognature, depositi di rifiuti o nelle vicinanze di case coloniche aumentando così la potenzialità di veicolare malattie e virus. Prediligono luoghi bui o con scarsa luminosità.

Sia ratti che topi sono estremamente proliferi e possono raggiungere spesso anche la sovrappopolazione delle colonie se non ostacolati o in presenza di predatori naturali; ogni clan è composto generalmente da un maschio dominante , un harem di femmine e maschi subordinati. Se la colonia cresce e le condizioni sono favorevoli, possono formarsi più clan con altrettanti maschi dominanti.

Ratti e topi, inoltre, sono onnivori, hanno un forte senso del gusto e capacità sensoriali  molto sviluppate che ne facilitano la sopravvivenza: possono percepire infatti sia gli ultrasuoni che alcune frequenze ultraviolette, hanno un odorato che gli permette di seguire percorsi marcati con urina e secrezioni genitali, oltre che segnare il proprio territorio. Solo la vista è ridotta, adatta al buio ma incapace di distinguere i colori; questo limite è però sopperito da una grande memoria.